SABATO SERA DA SFIGATI

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Penso che una bullet list si addica meglio alla lunga serie di sfortunati eventi che si sono susseguiti ieri sera.

O, voi che leggete: accomodatevi, ridete di me e io riderò con voi.

  • h. 21.30 BLIND DATE con un tipo, ufficiale militare. Super cool a parole, mi sentivo veramente ispirata. Per fortuna che il mio cervello ha proposto di andare al cinema, giusto così, per garanzia: al cinema non è necessario guardare qualcuno negli occhi né intrattenere una conversazione.
  • h 21.31 REPULSIONE… Vorrei scappare via a gambe levate. Fare finta di non essere me, di essere straniera e di non capire la lingua. Peccato che queste cose lui le sappia già e che abbia già comprato i biglietti. Tiro fuori i soldi dal portafoglio per il mio biglietto. “no, no, you pay for my drink later” “no, no I pay for my ticket now”
  • h. 21:45 FINALMENTE AL BUIO. Il film faceva schifo, il peggiore che io abbia mai visto negli ultimi 5 anni, sia al cinema che no. Le dramacommedie russe che guardo al mattino in tv sono 10 volte meglio di American Heist. E a me Adrien Brody piace.
  • 2 ore di PANICO e NOIA in cui scrivevo alla mia amica Liga di voler scappare dal cinema perché, se già il film pessimo non fosse abbastanza, il tipo cercava di fare il simpaticone con me e rideva delle sue stesse battute. Anche io ridevo, per non piangere e perché per fortuna avevo un bicchiere di Lambrusco.
  • h. 23:35 LUCI IN SALA cerco di evitare il contatto visivo col tipo il più possibile. Gli dico che me ne devo andare velocemente, la mia amica mi aspetta. “I’ll come with you” “NO. THANKS.” “Where are you going?” “I don’t know. Bye”
  • h. 00 Al Pulkvedis un Messicano esordisce con un “hola guapa” e mi fa un baciamano di altri tempi. Lo fulmino con lo sguardo. Lui scappa.
  • h. 01:25 Scivolo sul ghiaccio e cado sulla chiappa destra. Secondo i miei calcoli un ematoma di circa 10 cm dovrebbe comparire sulla superficie del gluteus maximus domani sera.
  • h. 01,30 IRISH PUB un gruppo di 5 finlandesi over 60 visibilmente annoiati vuole assolutamente noi, per un po’ di compagnia e qualche drink. Rifiutiamo con gentilezza. Poi con fermezza. Poi chiediamo una mano a due ragazzi seduti vicino a noi: non è mica che potete dire qualcosa a questi maniaci??? “No. You can sort your problems by yourself” “Assholes. Nahui”
  • h.2,45 OK LIGA, CHIAMIAMO IL TAXI. E andiamo a casa prima che un meteorite cada sulle nostre teste. Nel frattempo, andiamo all’Hesburger. Alle 3,30 scopriamo che la tassista si è persa perché è il suo primo giorno di lavoro. Dobbiamo raggiungerla e camminare per circa 400m.
  • h. 3,45 VEDIAMO LA TASSISTA. Due ragazzi all’angolo si sbracciano per chiederci indicazioni per un posto che si trova sulla strada verso casa. Nonostante la serata dimmmerda mi sento di buon cuore ed offro un taxi sharing a questi due, un Canadese ed un Texano in viaggio. La tassista si perde di nuovo. I tipi ci invitano ad andare con loro. Why not. Però il bar che hanno scelto loro fa schifo sul serio. Meglio tornare nella Old Town ed andare all’Ala Bars.
  • dalle 4 alle 6 qualcosa sembra essersi aggiustato nell’universo mio e di Liga, passiamo un paio d’ore a chiacchierare animatamente con questi tipi, una conversazione stimolante in cui abbiamo apprezzato anche quanto l’Americano bullizzasse il Canadese. Hanno provato a provarci, ma non ci sono riusciti. AH. AH. AH. (per fortuna).
  • Alle 6 un tipo lettone inizia a deprecare me e Liga dicendo che siamo delle povere disgraziate che vendono il loro corpo a degli stranieri in cambio di un paio di birre, sperando che poi loro ci sposeranno e ci porteranno nei loro Paesi d’origine e sia io che lei invece dovremmo rimanere in Lettonia a produrre figliolanza lettone purosangue.

Questi sono i fatti, assolutamente non romanzati. Aspetto commenti, scatenate l’inferno! 🙂

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Lo sf-ratto

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Non ci credo. L’operaio sarebbe dovuto venire alle 10 e invece alle 9:55 era già qui.
incredibbbbile. grido al miracolo.
con lui, una sportina del Maxima (altro ché cassetta degli attrezzi, tzé).

Alle 10:04 aveva già ripreso la via d’uscita con un trionfante sorriso (sdentato) e un biascicato “Ar Labs!”

Del catastrofico “dobbiamo smontare tutta la cucina” non é rimasto altro che una omino tuttofare e la sua pistola per sparare silicone. ha compiuto l’operazione a mani nude, senza guanti.

ci ha fatto vedere sul suo smartphone il “prima” e il “dopo”, dichiarando che il problema principale é nelle
cantine, non nella nostra cucina.

Il ratto se lo magna il silicone, abbiamo pensato. Tuttavia, nessun rumore strano o rosicchiare allegro è pervenuto alle nostre orecchie nelle ultime 24h.
Noi continuiamo ad incrociare le dita.
Incrociatele con noi, PLEASE, LŪDZU.

Per fortuna che tra poco me ne vado in vacanza 😀