DAY 2 – BACK TO ERASMUS DAYS

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Una giornata normale fra amici che non si vedono da tempo: arrotolati nella nostra stessa pigrizia, con tanta voglia di stare assieme e sciogliere le nostre lingue in una miriade di chiacchiere, per catching up con gli ultimi eventi della nostra vita.

So far, in Turchia, ho capito funzioni così:

sei triste? Mangia. Sei felice? Mangia! Sei ammalato? KEBAB! Ti senti un po’ giù di morale? BURSA KEBAB! Colazione? Alla turca. Ergo, il cibo è la risposta a qualsiasi domanda.

Ece, Alev, Emin ed io ci avviamo verso uno dei bar più chic di Görükle, il distretto dedicato principalmente al campus dell’Università di Bursa.

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“English Breakfast, you suck!”

Parliamo di religione, scelte morali e libertà individuali. Io mi sento molto a mio agio fra tre musulmani praticanti della mia stessa età. Le ragazze non mi giudicano né mi invidiano. In turco dicono ad Emin che piaccio molto a loro, perché sono una persona tranquilla, sicura e positiva, capace di prendere delle posizioni e di spiegarne il perché. Piaccio a loro perché lo stereotipo di ragazza europea che hanno in mente, è l’opposto rispetto alla persona in carne ed ossa che hanno di fronte a loro. Mi fanno giurare di tornare presto a Bursa e promettono di imparare l’inglese per poter passare più tempo con me a chiacchierare di “cose da donne”, senza Emin-mediatore-traduttore. Ricorderò per sempre i nostri sorrisi, mentre coglievamo ogni sfumatura del nostro discorso pur non parlando la stessa lingua. I nostri sguardi complici, mentre parlavamo di ragazzi e amore. Le nostre mani, gesticolanti, mentre si parlava di moda. E la faccia super annoiata di Emin, che stava quasi per ordinare il terzo kebab per foderarcisi le orecchie.

Nel tardo pomeriggio andiamo ad incontrare Oğlum Berkay, con cui avevo già condiviso un pezzetto della mia vita. Erasmus anche lui in Estonia, mi ha accolto con un “finalmente hai mantenuto la tua promessa di venire in Turchia, Oğlum!” Dopo le chiacchiere di circostanza abbiamo deciso di passare un pomeriggio normale, ché la magia del ritrovo racchiusa in quella stanza era fin troppa. Abbiamo guardato This is Englandcercando di imitare l’accento inglese ed arrivando alla conclusione che i Turchi non saranno mai in grado di replicarlo, nemmeno lontanamente. Decidiamo che Shaun sia il nome più lovely sulla faccia della terra.

Emin se ne va a casa, io e Berkay a cena. Mangiamo una specie di pizza turca, dall’astruso nome, beviamo ayran e torniamo a casa. Ci mettiamo sul balcone a guardare le stelle, un paio di birre congelate e una ventina di sigarette, accese l’una dopo l’altra, fitte quanto il nostro filosofeggiare sulla vita. Finite le birre io mi do’ al té turco. Berkay allo Jagermaister.

Per una persona incapace a mantenere una fase REM per più di 20 minuti come me, il té turco è la miglior medicina. Sono poche le notti in cui riesco ad abbandonarmi totalmente ad un sonno profondo, e questa è una di quelle, nonostante Berkay abbia fatto la spola fra la sua camera e il bagno, grazie ai troppi bicchierini di elisir tedesco che si era concesso, brindando al mio arrivo e al ricongiungimento tra fratelli Erasmus.

Erasmus Brothers 2 years later – must have wasted and tired but super happy faces.

Oğlum, I cannot believe you are finally here! Now you will see how Turkish people will welcome you! My house will always be your house too. Next time, please take your parents, siblings and relatives all as well!” – Oğlum Berkay, August 2014

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6 pensieri su “DAY 2 – BACK TO ERASMUS DAYS

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