Il ratto non (de)morde.

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Se già solo l’idea di avere un ratto che rosicchia l’intonaco della vostra cucina non vi fosse bastato, immaginate per un attimo di essere a Riga, Lettonia (sì, controllate pure sulla mappa dove si trovi), in un Paese post sovietico in cui TUTTO ma dico TUTTO, funziona al rilento.

E immaginate anche che esistano ratti che si mangiano le loro crocchette avvelenate senza morire sul colpo ma, anzi, invitino al banchetto familiari, parenti ed amici tutti.

BENVENUTI NELLA NOSTRA VITA!

La vita di due fanciulle naïf che pensavano di poter risolvere il problema con una spolverata di veleno rodenticida, quasi fosse zucchero a velo. I sorci si sono moltiplicati e hanno preso lo scaffale della nostra cucina un po’ come fosse un buffet. Ad un certo punto, ho perfino iniziato a pensare che, visto che non morivano con del veleno, magari sarebbe stato il caso di buttare li un po’ di gorgonzola…

Giovedì mattina arriva la squadra per la derattizzazione. Questo era quello che pensavamo fosse una squadra per la derattizzazione:

Ghostbusters!

Ghostbusters!

Alla nostra porta si presentano invece una simpatica vecchina (che, scommetto, lavora pure in un ristorante cinese come cuoca) e quello che poteva essere il nipote, tale Jānis.

Don’t worry, don’t worry. Viss kārtībā. We put more inde and rat will die.

We come back in some five days and clean. Labi?

Che dire? Mi sembrava un piano perfetto. Il giorno successivo sentivo una puzza strana, come di sorcio morto, per dire, ma in realtà, avrei scoperto dopo, non era altro che una suggestione. Mentre preparavo la cena udivo il rumore di un rosicchiare allegro e nella mia testa immaginavo una tavola imbandita da tovaglie a scacchi rossi e bianchi con fiumi di vino rosso. La sera stessa ho intravisto una lunga coda, quando, non più impaurita, ho deciso di aprire lo sportello.

I ratti, dalla mia cucina, vanno e vengono COME FOSSE CASA LORO.

Ho scritto, chiamato e fatto chiamare Jānis più volte… Nessuna risposta.

Solo ad oggi, dopo aver coinvolto e sensibilizzato agente immobiliare, proprietario, amministratore e la società che gestisce il complesso residenziale al nostro caso, sembra che la soluzione sia solo una: smontare la cucina e far murare tutti i possibili buchi.

Hanno detto che il lavoro si farà domani, in un paio d’ore. Prevedo che, prima di lunedì prossimo, nulla accadrà, niente si sistemerà.

Lancio ufficialmente un appello a tutti i gatti randagi che vagano per le strade di Riga… Se avete fame, contattatemi. Di sicuro siete più competenti (e carini) voi di una squadra per la derattizzazione.

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4 pensieri su “Il ratto non (de)morde.

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