Positivus? Negativus. #2

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Il giorno prima del Festival sapevo solo che avrei dormito nella tenda di un’amica di amici. Mi servivano un sacco a pelo e un passaggio fino a Salacgrīva. Con me avevo solo un sacco di voglia di divertirmi e un koala di passaggio nella mia vita.

Fortunatamente Katja si offre spontaneamente, con mia estrema sorpresa, di supplire alle mie mancanze: non mi era mai capitato nella vita un tempismo così perfetto. Il sabato mattina si parte, un caldo stranamente soffocante. Anche il koala parte e, con tutta probabilità, non lo rivedrò mai più nella vita… ma tant’è. L’unico pensiero in testa era: POSITIVUS POSITIVUS POSITIVUS. FESTA FESTA FESTA. FINALMENTE FINALMENTE FINALMENTE.

A destinazione mi è venuta a mancare l’aria, per quanta gente c’era: la stessa sensazione mi sovviene quando torno in Italia e c’è una qualsiasi processione o una qualsiasi manifestazione. O quando si tenta di andare al mare di domenica. Chissà, magari il vivere in un luogo non sovraffollato come Riga mi sta facendo venire l’agorafobia. Quando ho visto una lunga fila di macchine parcheggiate al margine della strada, mi è salita l’ansia. Aspettare in coda che mi venisse agganciato il braccialetto Festival + Camping mi ha reso nervosa – e c’erano una decina di persone davanti a me, non una in più. Nonostante tutto, cercavo di mantenere il mio status mentale POSITIVO al massimo. Gironzolavo per i vari palchi, assaporavo buona musica ma… Mi sentivo Baudelaire dentro. E Schopenhauer. Spleen, spleen, spleen. Noia, noia, noia. Nemmeno ubriacarmi mi avrebbe fatto sentire meglio.

Il punto più alto della serata è stato mettermi a parlare avidamente ed appassionatamente di affari con la mia amica, come due broker costretti alla pensione per sopraggiunta età. Una sigaretta e del vino nelle nostre mani, un sigaro e del whiskey nelle mani degli anziani col panciotto nella mia immaginazione. Me ne sono andata, invece di ubriacarmi e rimanere, come caldamente suggerito dal 98% dei miei amici.

Ho perso i concerti più importanti, quelli che sarebbero stati di domenica, tra cui i The Kooks. Ho perso 60 eurini. Me ne sono andata, delusa da una cosa che avevo immaginato perfetta nella mia mente ma felice per una settimana antecedente al Positivus del tutto inaspettata. La lezione è che non devo più programmare, organizzare, aspettarmi nulla ché quando mi illudo e poi cado… Ce ne vuole per riprendermi. Penso infatti di essermi ripresa solo l’altro ieri, quando il tempo è cambiato, dando tregua alla mia instabilità psicologica peggiorata dalla meteoropatia, quando un liberatorio temporale estivo si é scatenato su Rīga.

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