09 – Ritorno e PES

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Direi di considerare ufficialmente concluso l’Erasmus in data 23 giugno 2013.
Direi di considerare ufficialmente iniziata la PES ( post Erasmus syndrome e non Pro Evolution Soccer) circa 5 giorni dopo, il 28, con una nuova e bella crisi epilettica, che mi ha fatto guadagnare 1000 mg di farmaco in più al giorno. Comunque, ora che sono più calma e ho accettato di nuovo il fatto e rimesso assieme i pezzi, posso decisamente guardarmi indietro in maniera positiva.

Ora che è passato più di un mese posso dire che ho realizzato il fatto di essere tornata. Ma è un “tornata” strano, è più un essere andati avanti che un essere tornati indietro. Non è che sono tornata alla vita di prima, vedo tutto con occhi nuovi, mentre tutto è rimasto uguale.
Pensare agli ultimi 10 intensissimi mesi della mia vita mi fa scorrere un video mentale. Se penso al mio Erasmus mi parte in testa un film mentale e in primo piano ci sono solo i sorrisi delle persone che hanno fatto parte della mia vita lì. Chissà quanti di loro si sono sentiti se stessi per la prima volta fuori dal loro paese di origine e chissà quanti invece si sono sentiti al di fuori di se stessi.

Oggi, 11 Agosto 2013, SABATO SERA sto studiando per il penultimo esame in Italia.

Un anno fa a quest’ora ero in vacanza, a godermi quelli che non sapevo sarebbero stati gli ultimi momenti con il mio ex. Nel giro di pochi giorni sarei tornata a Padova, avrei schiaffato in valigia quei 4 maglioni e via.
In quel momento mi sentivo a casa qui in Italia, con lui e, in un angolino del mio cuore, sapevo che mi sarebbe mancato tutto questo. In dieci mesi non mi è mai mancata “casa”.

Oggi per la prima volta da quando sono tornata mi sono sentita a “casa” per una decina di minuti.
Sigaretta e caffè, 1000 pagine da studiare, scarti del MacDonald, musica che va, letti sfatti da 10 giorni, polvere e briciole dappertutto, vicini che gridano.
Sì insomma… Sembra un po’ la descrizione del Raatuse.
Infatti i miei sono in vacanza.