06 – Seconda volta a San Pietroburgo, amore confermato.

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 Dal 7 al 12 novembre sono tornata a San Pietroburgo. Che emozione.

Partiamo dall’inizio: abbiamo iniziato a fare le pratiche per il visto circa un mese prima, 65 eurini solo per quello. Per fortuna il bus è stato cheap, circa 40 euro a/r.

Partiamo di sera, alle undici meno un quarto. Ci metteremo circa 6 ore, arrivando a Piter la mattina.

Ok, la prima cosa che mi è successa è stato che mi si è aperto il latte nella borsa. Si insomma, non è tanto normale che una si porti il latte nella borsa, ma dovevamo pur mangiare durante il viaggio no? Altrimenti che viaggio è? Conclusione, ho avuto un bell’ odore di latte per tutti i miei averi. I guanti puzzavano di ricotta invece. Bleah. Vabbè, almeno gli altri si sono fatti una risata mentre mi aiutavano ad asciugare con le salviette da bar (si perchè, scoperto dopo, nel bus potevi servirti liberamente di tè, cioccolata, caffè e cappuccino. Mannaggia a me!)

Arrivati li in non molto abbiamo raggiunto l’ostello, in posizione centralissima, pochi minuti da Nevskij Prospekt. Carino, intimo, accogliente. Playstation e Wii ( inutile dire che Ben e Nick si sono subito messi a menarsi col joystick…ahh uomini)

Sole fantastico, mai immaginata una San Pietroburgo soleggiata in pieno Novembre. Il primo giorno l’abbiamo passato camminando e cercando di perderci in questa immensa città. Sulla mia faccia sorriso ebete: contenta , contenta, contenta. Non mi importava la meta, non mi importava che avessi appena passato una notte insonne, non mi importava che nonostante il sole facesse un freddo cane. Ero contenta, contenta, contenta. Il primo giorno abbiamo visto tutto ciò che di rilevante c’è da vedere – almeno da fuori- e ci siamo ambientati. Non sto qui ad elencare tutti i posti perchè non voglio scrivere una guida turistica, voglio solo dire che camminare in una città che non è la tua solo per il gusto di camminare, senza tour de force e programmi prestabiliti è la cosa migliore da fare. Solo girar liberamente, sedersi su una panchina, fumarsi una cicca, chiacchierare, vedere le facce delle persone, i palazzi, le auto passare, fermarsi per una Baltika, abituarsi al suono della lingua, prendere la metro e flirtare con quelli che vanno nella direzione opposta (una delle mie attività preferite) .

La prima volta che sono andata a SP ero in gita con la scuola, 6 ragazze e la prof 🙂 Solo chi è venuto con me sa quanto ci siamo divertite! Vi ho pensato tanto ragazze, tanto veramente. Soprattutto quando sono tornata a casa dell’Irina, sulla Primorskaja. Era cosi strano, ma allo stesso tempo familiare. Nick è venuto con me, Irina ci ha preparato una zuppa buonissima e poi tè. Siamo andati a fare una passeggiata con Taik (il suo bellissimo e dolcissimo cagnolone) in riva al mare. Ci siamo congelati, anche il mio sorriso era congelato. Penso di non aver mai sorriso per cosi a lungo, senza che nessuno facesse niente, da taaanto tempo. Senza contare che ero sbalordita da me stessa e dal russo che riuscivo a parlare con lei. Ci capivamo alla perfezione e lei mi ha fatto i complimenti alla fine, non pensava che saremmo riuscite ad avere una conversazione senza utilizzare mai un vocabolario 🙂 Silvia orgogliosa. La giornata alla Primorskaja è stata senza dubbio la migliore di tutte. Finita alle 4 di pomeriggio dopo vari tè e Vana Tallinn, coccole a Taik e tanti sorrisi. Momento di commozione quando io e Irina ci siamo salutate di nuovo. Ci rivedremo a Febbraio, di sicuro.

Gli altri giorni sono stati prettamente turistici e culturali: Ermitage, Tsarskoe Selo, Fortezza di Pietro e Paolo, apertura dei ponti a mezzanotte, statue di Lenin. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a vedere il Museo Russo (di pittori russi) né la KunstKamera.

Le serate sono state devastanti. Cioè insomma, già eravamo stanchi di giorno, di sera poi ancora peggio.

Dici Russia dici Birra.

Dici Russia dici Vodka.

Però noi beviamo responsabilmente! Bere dev’essere un piacere, bisogna capire quando è ora di fermarsi. Siamo andati in qualche Plub. Il fatto che sia permesso fumare all’interno dei locali va bene per i primi dieci minuti. Poi non si respira più e l’uniche cose che vuoi sono aria pulita e una doccia. Ci siamo divertiti, ce la siamo proprio passata bene. Una serata è girata per il verso storto a me e Giulia per colpa di Ben e Nick, però poi gliel’abbiamo fatta pagare con gli interessi. E io e lei ci siamo divertite più o meno ugualmente per i cavoli nostri.

Che altro dire? Tante cose che sono successe non mi va di raccontarle, le conservo per me. E poi penso di aver scritto già abbastanza emozioni.

Tirando le somme, direi che la seconda volta è stata addirittura meglio della prima, come impatto personale. Ho vissuto la città, anche se solo per 4 giorni, ho capito il significato che hanno per me quei posti. Sto facendo un pensierino per quanto riguarda il provare a viverci, un domani non troppo lontano. Mi sono resa conto che non torno mai due volte nello stesso posto, ma stavolta l’ho fatto.

L’ho vissuta con persone conosciute da poco ma già molto importanti per me, l’ho vissuta pensando a coloro con cui l’avevo vissuta quasi 4 anni fa (Linda, Claudia, Virgi <3).

I ricordi mi si sovrapponevano, avevo dei flash in cui mi sentivo invasa da bei ricordi ed è stato bellissimo. Il prima e il dopo si sono mischiati, io vivevo attraverso i due, la mia povera mente disordinata era completamente andata!

San Pietroburgo è magica, non smetterò mai di pensarlo.

05 – ho talmente tante cose da dire che non so da dove cominciare. RANDOM POST

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Non so perchè ma quando mi trovo la pagina bianca davanti non so cosa dire. Eppure di cose da dire ne avrei tante, ma tante tante. È che non so da dove cominciare… era meglio quando alle superiori ti bastava scegliere fra saggio breve e articolo di giornali tema A, B, C o D (il D era quello per le schiappe).

Il dichiarare solo le mie impressioni mi sembra talmente stupido, non avendo dati sotto mano. Quindi ora il mio sarà un aggiornamento rapido, quasi twittato dall’Estonia.

Nessun ordine, né di importanza, né cronologico, random che più random non si può.

 

Benvenuta Almudena: una nuova flatmate. Spagnola anche lei, l’inglese non lo parla. Buon per me, faccio esercizio di switch languages. E traduco fra due lingue di cui io non sono native speaker .E quando mai mi ricapita un occasione del genere? È in camera con Katja, poverina, mi dispiace per lei. Beh insomma, neanche tanto, tutti i weekend è in camera da sola, si può sbizzarrire!

San Pietroburgo: staremo li 4 giorni, non vedo l’ora! Sarà bellissimo tornare li, quanti bei ricordi! In più siamo un bel gruppetto, tanti ma non troppi. E li in Grande Madre Russia c’è da stare attenti.

Family dinner & co: io e Giulia abbiamo due famiglie qui. Una è con Roberto, Romain, Frank e Nicolò. L’altra è con Drew(bie) e Ben. Forse a quest’altra famiglia si aggiungerà anche Nick. Beh insomma, abbiamo istituito una family dinner per ogni famiglia, la domenica una e il lunedì quell’altra. Dolce no? (dicendo dolce mi è venuto in mente che Frank, tedesco, si è autodefinito un crucco dolce. Ieri l’ho vestito io, altrimenti sarebbe arrivata la primavera prima che potessimo uscire. Lento, lentissimo, va a rewind. Ma dolce. )

Sanità: mi è capitato di stare male giovedì scorso. Diciamo un codice giallo. In meno di 5 minuti l’ambulanza è arrivata nel posto in cui ero svenuta, mi hanno subito dato un letto e fatto tutte le analisi del caso (tra cui una RM e la visita specialistica) in 2 ore. Impossibile una cosa del genere in Italia. Le stanze piccole e accoglienti, comunicanti tra loro, tanto personale fra infermieri, caposala, dottori, tirocinanti. La struttura è supermoderna e pulita. Ticket: 0 euro.

Elva, Mustvee, Taevaskoja: Piccole città (villaggi?) che abbiamo visitato, in cui ci siamo persi, in cui abbiamo preso freddo (tanto) in cui ci siamo sporcati di fango. Comunque il denominatore comune per queste piccole città sembra il lago. Ce ne sono dappertutto. In primavera sarà bellissimo girare per quei posti.

Ah si, alla fine mi fermo un anno. 🙂 non potrei essere più contenta.